L’IMPORTANZA DELLE SOFT SKILLS NELL’APPRENDIMENTO A DISTANZA.

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Nella realizzazione dell’ IO1 del progetto MYSS, i partners del consorzio hanno evidenziato l’importanza delle soft skills. Queste costituiscono un elemento imprenscindibile per qualsiasi approccio didattico, e a maggior ragione in una didattica a distanza.

Spencer Kagan nel 2000 scriveva come le profonde trasformazioni storico-economico-sociali avessero determinato un’inderogabile richiesta di nuove metodologie didattiche, declinando alle “conoscenze” un ruolo parzialmente più marginale (in una realtà che vede una continua e rapida revisione delle informazioni) e focalizzando invece l’intervento didattico sull’acquisizione delle competenze cognitive, atte a “ preparare i nostri studenti ad agire adattandosi ad una varietà molto estesa di situazioni sociali ”[1].

Da qui è cominciata a svilupparsi una prospettiva diversa, definitivamente formalizzata ne 2018, quando il Consiglio dell’Unione europea ha inteso sottolineare la necessità, per ogni individuo, di possedere un corredo variegato “ di abilità e competenze da sviluppare sin dall’infanzia con continuità, progressione e in diversi contesti di apprendimento”[2]. In quest’ottica, emerge un aspetto cardine del processo, rappresentato dall’acquisizione delle cosiddette “soft skills”, quelle caratteristiche personali applicabili in qualsiasi contesto scolastico/lavorativo/quotidiano e che riguardano il modus operandi messo in campo di volta in volta sulla base delle richieste dell’ambiente scolastico o lavorativo.

Secondo AlmaLaurea[3] le soft skills sono 14. Definiamole nelle loro singole accezioni:

  1. AUTONOMIA: la capacità, cioè, di svolgere i compiti assegnati facendo ricorso esclusivamente alle proprie risorse.
  2. FIDUCIA IN SE STESSI: la consapevolezza del proprio valore, delle proprie capacità e delle proprie idee al di là delle opinioni degli altri.
  3. FLESSIBILITÀ/ ADATTABILITÀ: ovvero la capacità di sapersi adattare a contesti lavorativi mutevoli, essere aperti alle novità e disponibili a collaborare con persone con punti di vista anche diversi dal proprio.
  4. RESISTENZA ALLO STRESS: reagire positivamente alla pressione lavorativa mantenendo il controllo.
  5. CAPACITÀ DI PIANIFICARE ED ORGANIZZARE: identificare obiettivi e priorità. PRECISIONE/ ATTENZIONE AI DETTAGLI: l’attitudine ad essere accurati, diligenti ed attenti a ciò che si fa, curandone i particolari ed i dettagli verso il risultato finale. APPRENDERE IN MANIERA CONTINUATIVA: riconoscere le proprie lacune ed aree di miglioramento per poi acquisire e migliorare sempre più le proprie conoscenze e competenze.
  6. CONSEGUIRE OBIETTIVI: l’impegno, la capacità, la determinazione che si mettono nel conseguire gli obiettivi assegnati e, se possibile, superarli.
  7. GESTIRE LE INFORMAZIONI: acquisire, organizzare e riformulare efficacemente dati e conoscenze provenienti da fonti diverse, verso un obiettivo definito.
  8. ESSERE INTRAPRENDENTE/ SPIRITO D’INIZIATIVA: sviluppare idee e saperle organizzare per la realizzazione di progetti, correndo anche rischi per riuscirci.
  9. AVERE CAPACITÀ COMUNICATIVA: trasmettere e condividere in modo chiaro e sintetico idee ed informazioni con tutti i propri interlocutori, di ascoltarli e di confrontarsi con loro efficacemente.
  10. PROBLEM SOLVING: un approccio al lavoro che, identificandone le priorità e le criticità, permette di individuare le possibili migliori soluzioni ai problemi.
  11. TEAM WORK: la disponibilità a lavorare e collaborare con gli altri, di costruire relazioni positive tese al raggiungimento del compito assegnato.
  12. LEADERSHIP: l’innata capacità di condurre, motivare e trascinare gli altri verso mete e obiettivi ambiziosi, creando consenso e fiducia.
People choosing and picking up wooden figure from a group on the table

Le soft skills rappresentano non solo un cambio radicale di prospettiva, ma un utile occasione di revisione dell’intendere l’istruzione e formazione per una concreta ed effettiva ricaduta nell’ambito professionale. A supporto di quanto detto, una nota ricerca dello Stanford Research Institute International e della Carnegie Mellon Foundation ha evidenziato come il 75% del successo professionale sia direttamente correlato alla padronanza delle soft skills e solo il 25% dipenda invece hard skills (o “competenze tecniche”)[4].  Alla luce di ciò si auspica pertanto che si possa, quanto prima, innescare il processo, anche in termini di revisionismo pedagogico, di implementazione delle “competenze cognitive”, non solo in termini metodologici, per rendere oggi l’ ambiente scuola più stimolante, attrattivo ed efficace, ma per migliorare efficienza, competitività e soddisfazione nel mondo del lavoro nel prossimo futuro.


[1]S. Kagan, L’apprendimento cooperativo: l’approccio strutturale, Edizioni Lavoro, Roma 2000, p. 30 .

[2] Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari 22 febbraio 2018 Competenze chiave per l’apprendimento permanente Nuovo Quadro di Riferimento Europeo 22 maggio 2018, pp. 3-5.

[3] AlmaLaurea è un Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994 che rappresenta 78 Atenei e circa il 90% dei laureati complessivamente usciti, ogni anno, dal sistema universitario italiano.

[4] S. Vasanthakumari. (2019). Soft skills and its application in work place. World Journal of Advanced Research and Reviews, 3(2), 66-72.

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